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La Città Arcaica
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La Città Arcaica


Le  testimonianze archeologiche e storiche riguardanti la fase arcaica di Velletri sono esigue, tuttavia la documentazione rimasta è di eccezionale interesse. Gli studi moderni affermano che la fase urbana dell’antica Velitrae risale alla fine del VII secolo a.C., o all’inizio del successivo. I materiali ceramici che attestano questa datazione sono stati rinvenuti nell’area del cosiddetto tempio delle Stimmate (n. 14 in bacheca), all’estremità sud-occiden-tale del colle dove è situata l’arx della città antica. L’area era frequentata sin dalla II fase del ferro laziale (IX sec. a.C.), e forse su questo sperone del colle sorgevano delle abitazioni. Tuttavia, probabilmente nel VII sec. a.C., la zona fu destinata a luogo di culto, come sembra dimostrare il ritrovamento di materiali votivi.

In età alto-arcaica il sito era utilizzato per scopi cultuali; in seguito, intorno al 530 a.C., fu costruito un edificio templare decorato con terrecotte figurate, note anche come ‘lastre volsche’. I primi ritrovamenti di queste lastre risalgono al 1784 e la scoperta ispirò la riproduzione, mediante incisione in edizioni di pregio, delle preziose terrecotte. Le lastre furono acquisite, per la sua collezione, dal cardinale Stefano Borgia che promosse una pubblicazione con otto incisioni acquarellate di Marco Carloni (n. 5-11; n. 15 in bacheca). Soltanto nel 1910 si intraprese lo scavo sistematico dell’area, e di nuovo nel 1989.

Le indagini hanno portato alla luce i resti di un tempio di cui sono state individuate tre fasi. Il primo edificio (VII-VI a.C.) era costituito da una cella con pronao ed era delimitato da un recinto sacro. Nella seconda fase, nel 530 a.C., fu costruito un tempio tuscanico ad alae,  la cui decorazione fittile di stile ionico è simile a quella dei templi dell’area sacra di Sant’Omobono a Roma e di Apollo a Veio. Infine, all’inizio del V sec. a.C., ci fu il rinnovamento della decorazione architettonica dell’edificio. Forse dal sito delle Stimmate proviene anche la famosa ‘lamina volsca’, un’iscrizione bronzea di IV sec. a.C. (n. 16 in bacheca), di grande valore per la conoscenza della lingua volsca.
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