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Città di Velletri

Il territorio

Il territorio di Velletri per la sua e posizione geografica e la fertilità del suolo fu sempre intensamente abitato. In epoca romana intorno alla via Appia si era costituita una fitta rete viaria, lungo la quale sorsero numerose ville rustiche, presso le quali si coltivavano soprattutto l’olivo e la vite. In epoca repubblicana queste ville erano per la maggior parte di piccole e medie dimensioni, in età imperiale, invece, aumentarono i grandi in conseguenza dell’accentramento di terre e della formazione di grandi proprietà.

Queste ville erano suddivise in una parte rustica, adibita alla produzione agricola, all’allevamento, alla lavorazione e deposito dei prodotti, ed in un parte residenziale, dotata di impianti termali e giardini. I resti presenti nel territorio sono numerosissimi, ma si tratta ormai di pochi ruderi di muri coperti di rovi oppure inglobati in abitazioni moderne: fanno eccezione le strutture di Cento Colonne (n. 28) e Civitana (n. 29) che conservano ancora parte della loro imponenza. Anche nella zona rurale non mancavano i luoghi di culto; in particolare sono noti quelli dell’Algido, di La Parata, Soleluna (n. 32) e Colle Ottone.

La presenza di tanti monumenti indusse i ricercatori di antichità a indagare nel territorio della città fin dal XVI sec., ma il periodo di maggior fervore di scavi si ebbe alla fine del 1700, quando vennero fatte a Velletri scoperte di tale importanza da attirare l’attenzione dell’intero mondo antiquario dell’epoca: nel 1777, in località Montesecco, fu rinvenuta una testa marmorea di Augusto (n. 23), nel 1784 si scoprirono le celebri terrecotte volsche, nel 1794 fu trovata, in contrada Colonnella, la statua dell’Ermafrodito (n. 26) ed infine nel 1797, in località Troncavia, la celebre statua colossale di Atena (n. 24-25), conosciuta come Pallade di Velletri. Questi materiali subirono la stessa sorte di  tutti gli altri reperti che si andavano ritrovando: venivano ammirati e conservati come “tesori”, senza considerare il contesto di ritrovamento e, spesso, venduti sul mercato antiquario.